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19 décembre

ho capito che ti amo

Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
un tuo ritardo
per sentir svanire in me
l'indifferenza
per temere che tu
non venissi più
Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
una tua frase
per far sì che una serata
come un'altra
cominciasse per incanto
a illuminarsi
E pensare
che poco tempo prima
parlando con qualcuno
mi ero messo a dire
che oramai
non sarei più tornato
a credere all'amore
a illudermi a sognare
Ed ecco che poi
Ho capito che ti amo
e già era troppo tardi
per tornare
per un po' ho cercato in me
l'indifferenza
poi mi son lasciato andare
nell'amore.

18 décembre

perla

"Da chi non è pronto - non dico a sacrificarti il suo sangue, che è cosa fulminea e semplice - ma a legarsi con te per tutta la vita (rinnovare cioé ad ogni giorno la dedizione) non dovresti accettare neanche una sigaretta."
17 décembre

Ebben,ne andrò lontana

Ebben? Ne andrò lontana,
come va l'echo della pia campana...
là, fra la neve bianca,
là, fra le nubi d'ôr...
laddove la speranza,
la speranza
è rimpianto,
è rimpianto,
è dolor!

O della madre mia casa gioconda
la Wally ne anrdà da te,
da te,
lontana assai,
e forse a te,
e forse a te,
non farà mai più ritorno, ne più la rivedra.
Mai più,
 
mai più.

Ne andrò solae lontana,
come l'eco della pia campana...
là, fra la neve bianca.
Ne andrò,
ne andrò,
solae lontana...

E fra le nubi d'ôr!
15 décembre

Casta diva

Casta diva
Casta diva che inargenti
Queste sacre queste sacre
Queste sacre antiche piante
A noi volgi il bel sembiante
A noi volgi a noi volgi 
A noi volgi il bel sembiante
Senza nube e senza vel
Casta diva...
Tempra o diva 
Tempra tu de' cori ardenti
Tempra ancora tempra ancora 
Tempra ancora lo zelo audace
Casta diva...
E senza vel
5 décembre

Spente le stelle

Quel cuor perdesti
Per un miraggio
Quel cuor tradisti
Odiar di più, non puó !
La mia voce, senti
Il suo dolor... o no ?
La tua sparí
E io, pazza, t'aspetto !

Dimenticar...
O non più vivere
Ormai, salvo...
La notte... la notte... la notte...
Ah !...

Spente le stelle
Col pallido raggio di luna
Piange l'amore
Che si lancia come l'onda poi se ne va
Vuota, la notte
E la sua speranza breve
Ora sgorga l'amaro pianto
Un cuor ferito, disperato passa qua

Dunque fuggisti
I sogni vuoti
Dunque perdersi
I brevi vortici


La notte eterna

Voi cui eternità 
Ha posto in braccia
Mia vita
Voi che d’altro mondo
Sognate, d’altre fiamme
Ma non so per ch’io sia
O morta ripa
Del mio stato infelice
Stato infelice!
Com’ ch’il ciel non più vede

Ha’n tenebre il cor’

Come chi tanto guarda

La notte etterna
Tramene…
Làggiù
Di che sai tu ?
Di smarrita, febbrila
Attesa
Dove…
Dove sei tu ?
Che’l preda, esule
T’attende…
Ma non so per ch’io sia
O morta ripa
Del mio stato infelice
Stato-infelice
Com’ ch’il ciel non più vede

Ha’n tenebre il cor’

Come chi tanto guarda

La notte etterna
Tramene…
Com’ ch’il ciel non più vede

Ha’n tenebre il cor’

Come chi tanto guarda

Tramene…
2 décembre

il pavone e giunone

- Gran Dea, - (così si narra che un Pavone
dicesse, querelandosi, a Giunone), -
m'hai dato un canto ch'è una stonatura,
un canto vero orror della natura.

L'usignol, un così vile
uccellin, invece ha un canto,
che a sentirlo è un dolce incanto,
tanto è flebile e gentile -.

A lui Giunon, dei gangheri un po' fuori,
così rispose: - E può nutrir nel seno
gelosa invidia per un usignolo
una bestia che par l'arcobaleno?
Tanto ricca di luci e di colori,
che sol pavoneggiandosi, dispiega
una coda sì splendida, ch'è meno
d'un orefice bella la bottega?
Non c'è bestia, allo stringere del conto,
che ti possa in beltà stare a confronto.

Fecer gli Dèi le bestie di maniera,
che ognuna avesse qualche qualità:
è leggier il falcon, l'aquila fiera,
a chi gran corpo, a chi valor si dà,
se l'uno o l'altra gracchia,
il Corvo serve pel cattivo augurio,
e pel tempo cattivo la Cornacchia.
Tu fa' che a lamentarti più non t'oda,
o ti strappo le penne della coda -.
Jean de La Fontaine

Al delfino di Francia

Canto gli Eroi progenie alma d'Esopo
di cui l'istoria, anco se falsa, in fondo
di verità nasconde alti concetti.
Tutto parla nel mio novo poema,
il can, la volpe e fin parlano i pesci;
ma ciò che l'uno all'altro gli animali
dicon fra lor, di te, lettor, si dice.

O figlio illustre di Gran Re, sul quale
guarda benigno il ciel, guarda la terra,
d'un Re che cento baldanzose teste
abbassando, fra poco i giorni suoi
col nome segnerà delle vittorie,
altri canti con voce epica e grande
degli avi i fasti e le virtù dei prenci;
di piccole vicende il picciol quadro
io per te pingerò dentro i miei versi.
Che se all'impresa fia negato il dono
di piacer al tuo cor, dolce Signore,
almen conforti il povero poeta
quel d'averla tentata umile premio.
Jean de la Fontaine

Un medico

Da bambino volevo guarire i ciliegi quando rossi di frutti li credevo feriti la salute per me li aveva lasciati coi fiori di neve che avevan perduti. Un sogno, fu un sogno ma non durò poco per questo giurai che avrei fatto il dottore e non per un dio ma nemmeno per gioco: perché i ciliegi tornassero in fiore, perché i ciliegi tornassero in fiore. E quando dottore lo fui finalmente non volli tradire il bambino per l'uomo e vennero in tanti e si chiamavano "gente" ciliegi malati in ogni stagione. E i colleghi d'accordo i colleghi contenti nel leggermi in cuore tanta voglia d'amare mi spedirono il meglio dei loro clienti con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale: ammalato di fame incapace a pagare. E allora capii fui costretto a capire che fare il dottore è soltanto un mestiere che la scienza non puoi regalarla alla gente se non vuoi ammalarti dell'identico male, se non vuoi che il sistema ti pigli per fame. E il sistema sicuro è pigliarti per fame nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza, perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve, l'etichetta diceva: elisir di giovinezza. E un giudice, un giudice con la faccia da uomo mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione inutile al mondo ed alle mie dita bollato per sempre truffatore imbroglione dottor professor truffatore imbroglione.

L'INFANZIA DI MARIA


Coro: Laudate dominum Laudate dominum Laudate dominum Voce: Forse fu all'ora terza forse alla nona cucito qualche giglio sul vestitino alla buona forse fu per bisogno o peggio per buon esempio presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio presero i tuoi tre anni e li portarono al tempio. Non fu più il seno di Anna fra le mura discrete a consolare il pianto a calmarti la sete dicono fosse un angelo a raccontarti le ore a misurarti il tempo fra cibo e Signore a misurarti il tempo fra cibo e Signore. Coro: Scioglie la neve al sole ritorna l'acqua al mare il vento e la stagione ritornano a giocare ma non per te bambina che nel tempio resti china ma non per te bambina che nel tempio resti china. Voce: E quando i sacerdoti ti rifiutarono alloggio avevi dodici anni e nessuna colpa addosso ma per i sacerdoti fu colpa il tuo maggio la tua verginità che si tingeva di rosso la tua verginità che si tingeva di rosso. E si vuol dar marito a chi non lo voleva si batte la campagna si fruga la via popolo senza moglie uomini d'ogni leva del corpo d'una vergine si fa lotteria del corpo d'una vergine si fa lotteria. Coro: Sciogli i capelli e guarda già vengono... Guardala guardala scioglie i capelli sono più lunghi dei nostri mantelli guarda la pelle viene la nebbia risplende il sole come la neve guarda le mani guardale il viso sembra venuta dal paradiso guarda le forme la proporzione sembra venuta per tentazione. Guardala guardala scioglie i capelli sono più lunghi dei nostri mantelli guarda le mani guardale il viso sembra venuta dal paradiso guardale gli occhi guarda i capelli guarda le mani guardale il collo guarda la carne guarda il suo viso guarda i capelli del paradiso guarda la carne guardale il collo sembra venuta dal suo sorriso guardale gli occhi guarda la neve guarda la carne del paradiso. Voce: E fosti tu Giuseppe un reduce del passato falegname per forza padre per professione a vederti assegnata da un destino sgarbato una figlia di più senza alcuna ragione una bimba su cui non avevi intenzione. E mentre te ne vai stanco d'essere stanco la bambina per mano la tristezza di fianco pensi "Quei sacerdoti la diedero in sposa a dita troppo secche per chiudersi su una rosa a un cuore troppo vecchio che ormai si riposa". Secondo l'ordine ricevuto Giuseppe portò la bambina nella propria casa e subito se ne partì per dei lavori che lo attendevano fuori dalla Giudea. Rimase lontano quattro anni.
De Andrè
1 décembre

Il Gatto

  Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi in cui l'agata si mescola al metallo.

Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano s'inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,

vedo in ispirito la mia donna. Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia, taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa

un'aria sottile, un temibile profumo ondeggiano intorno al suo corpo bruno.

Charles Baudelaire

Il vampiro

 
O tu, che come un coltello sei penetrata nel mio cuore gemente: o tu, che come un branco di demoni, venisti, folle e ornatissima,

a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno - infame cui sono legato come il forzato alla catena,

come il giocatore testardo al gioco, come l'ubbriaco alla bottiglia, come i vermi alla carogna - maledetta, sii tu maledetta!

Ho chiesto alla veloce lama di farmi riconquistare la libertà, ho detto al perfido veleno di venire in soccorso della mia vigliaccheria.

Ahimè, che il veleno e la lama m'hanno disdegnato, e m'hanno detto: "Tu non sei degno di venir sottratto alla tua maledetta schiavitù,

imbecille! Se i nostri sforzi ti liberassero, i tuoi baci risusciterebbero il cadavere del tuo vampiro."

Charles Baudelaire

Questo amore

Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano

E salvaci.

J. Prèvert