Profil de GiulianaDi quella rosa non seppi...PhotosBlogListesPlus ![]() | Aide |
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27 septembre Patemisco 2008Tributo alla redazione, patemisco, mia sorella e l'art director.. Il motto dell'estate appena passata.
25 septembre Per non dimenticareGuardando un "programma per signore attempate", ho riascoltato "Nostalgia" del conterraneo Al Bano e mi è tornato alla mente il motto inventato da me e da mia sorella, all'uscita da scuola sul mitico Habana 50 Aprilia!! La base musicale è, appunto, Nostalgia..il personaggio citato è la prof di Italiano, nonchè ex quasi suocera di mia sorella, Donna Lidia, esempio di virtù e rettitudine.
A Donna Lidia
Donna Lidia,
Donna Lidia canaglia
che ti interroga quando non vuoi
ti ritrovi con un voto di paglia (due,due)
alla fine della scuola, come fai? (gulp,gulp)!
20 septembre Nell'ultima Bustina di Minerva"..ho notato che stiamo tornando alle notti del 1944, con pattuglie militari per le strade, e bambini e maestre in divisa."
Il mitico Umberto Eco
Medito.. 3 septembre Cassandra sono ioNon molti giorni fa avevo preso appuntamento col mio accompagnatore per andare a trovare una signora inglese da intervistare. Avrei dovuto recarmi da lui per le 16 e, insieme saremmo andati dalla signora. Essendo mio costume riposarmi un pò il pomeriggio, feci un sogno con me protagonista e che mi recavo a prendere il mio accompagnatore, ma, essendo una strada alquanto pericolosa, venivo tamponata, all'ingresso del tratturo, da un tale che correva troppo. Una volta sveglia mi sono accorta che, ormai, s'era fatto tardi, per cui ho avvisato il mio accompagnatore che si è offerto di venire a prendermi con degli amici (il suddetto accompagnatore è un pò avanti con gli anni e credo non abbia più la patente). Detto fatto, ci siamo ritrovati a casa della signora da intervistare..nel vivo dell'intervista, il mio accompagnatore si sente male, ovviamente uno dei suoi amici lo riaccompagna a casa e, tornando a prenderci, viene tamponato sulla strada del mio sogno, da uno che andava molto veloce, provocandosi le stesse ferite che io avevo sognato per me. Sono molto spesso presa da queste "premonizioni"..scansando commenti ironici, dico che sono io la prima a non crederci, infatti le volte che sento di sbagliare strada non mi do ascolto! Comunque il mio intervento non vuole risvegliare echi di sensorialità, mistero o stregoneria (anche se un pò strega mi ci sento!), vorrei solo dire che se ho fatto tardi e in quella macchina io non c'ero, forse è perchè non è il mio momento, nonostante i miei sforzi! Forse Madre Natura ha deciso per me un destino che non accetto, ma che è più forte persino della mia volontà. 31 août un tè nel... trulloLa vostra affezionatissima (che sarei io) ha attraversato strade pericolose, tratturi polverosi e le difficoltà di comprensione babeliane per raccontarvi questa storia!
Molte cose non posso anticiparle, perchè saranno nel mio articolo di extra..perciò!...però, visto che gli articoli non devono essere redatti in prima persona, vi racconterò le mie impressioni.
Dunque: ho conosciuto un allegro gruppo di persone provenienti dalla francia, inghilterra e dalle maggiori città italiane che, per svariati motivi, ha deciso di comperare un trullo qui. Decisa a scrivere un articolo su di loro, sono andata a intervistarli nel loro regno (che non può definirsi altrimenti!). Luoghi magici in cui si respiravano i profumi della mia terra e tanta serenità. Trulli bianchi, restaurati con una minuziosa cura per i dettagli. Pavimenti di chianche, intonaco bianco, colore scuro per i mobili, nessun televisore..e, all'esterno, piante d'ogni dove..pepe rosa, fiori dal madagascar e, ovviamente, ulivi secolari. Le mie ospiti, tutte in caftano, mi hanno offerto un tè freddo ottimo. Non saprei dire esattamente il gusto, si sentiva della menta, dei frutti rossi..ma ogni sorso era diverso dal precedente. Un esperienza mistica e sensoriale! Non ho chiesto di cosa fosse..un pò perchè Jean (la mia ospite) conosceva poche parole d'italiano, ma soprattutto per preservare questa meravigliosa esperienza..perchè posso dire che questo è stato il miglior tè che abbia mai bevuto!!! 27 août One artL'arte di perdere s'impara presto;
tante le cose col segreto intento
di andare perse che non è un disastro.
Perdi una cosa al giorno. Con malestro
accetta chiavi perse, un'ora al vento.
L'arte di perdere s'impara presto.
Perdi di più, più in fretta; al peggio apprestati:
luoghi e nomi e dov'è che avevi in mente
di recarti. Non sarà mai un disastro.
L'orologio di mamma ho perso; e questa!
che è l'ultima di tre case nel niente.
L'arte di perdere s'impara presto.
Ho perso due città, belle. E, più vasti,
altri regni, due fiumi, un continente.
Mi mancano, ma non è poi un disastro.
Anche perdere te (la voce, il gesto
amato) non mi smentirà. È evidente:
l'arte di perdere fin troppo presto
s'impara, e sembra (scrivilo! ) un disastro.
Elizabeth Bishop 2 juillet Da uno dei miei film preferitiSo che è poco originale inserire due video consecutivi, ma il caldo rallenta le mie già provate funzioni cerebrali... Scusate... Anche se vi lascio con un video di tutto rispetto, una canzone ovviamente bellissima (fatta dagli U2!) per un film meraviglioso!
14 juin l'amour est un oiseau rebelleVi riporto un brano del libro che sto leggendo: "Un giorno in cui le dispense di Siena erano più che mai vuote, osò offrire alla bionda ninfa alcune fettine di un prosciutto disonestamente procacciato. La giovane vedova era coricata nel suo letto a riposare, protetta dal freddo con una trapunta, giocava distrattamente col pomello d'oro di un cuscino. Si drizzò, colle palpebre improvvisamente tremanti, e rapidamente, con un gesto quasi furtivo, si chinò verso il donatore e gli baciò la mano; si sentì invadere (Enrico Massimiliano, il procacciatore di prosciutto,nota mia) da una felicità così lancinante quale non avrebbe provata di fronte alla dedizione totale della stessa donna. Si ritirò discretamente per lasciarla mangiare." Il libro si chiama "l'Opera al nero" di Marguerite Yourcenar, il brano mi ha colpita molto e mi ha riportato alla mente un film che vidi da piccola, si chiama la "puttana del re" ed è la storia di una nobile, sposata a un nobile, si direbbe felicemente, che viene circuita dal re e ne diverrà, all'inizio suo malgrado, l'amante, più che altro perchè il marito non avrà il coraggio di ribellarsi al suo re. Colei, l'amante, una donna orgogliosa, si ammalerà di un brutto male (immagino anche contagioso) che la farà delirare. Ed è proprio in questo momento critico che il re dimostrerà il suo amore per lei, standole accanto, sopportando i deliri e compiendo le cure assieme a lei. Questa scena mi è rimasta impressa da allora, anche se ricordo il film come un sogno (anche perchè, ovviamente, lo conosco solo io e non posso rivederlo).
Sono due splendide metafore dell'amore, di come si manifesta, del suo carattere quasi animalesco, primordiale. Da un lato un Lui che si accontenta di un bacio sulla mano, anzi ne è più felice di quanto lo sarebbe stato se lei si fosse gettata ai suoi piedi, perdendo proprio quell'orgoglio che l'ha resa la più importante fra le donne. Per non parlare del gesto di procacciarle del cibo, non lo so perchè, ma è affascinante, ancestrale! Dall'altra il Lui che vedrà la sua donna imbruttita dalla malattia, delirante e pericolosamente violenta (ricordo che lui dovette legarla al letto), ma che non ne potrà fare a meno, che abbandonerà tutto per starle accanto; un lui che respirerà con lei i suffumigi, prendendo il ritmo per insegnarglielo.. Queste immagini raccontano proprio come deve essere l'amore. 28 mai Stabat mater dolorosaRifletto sul potere delle madri: oggi, in treno, mi è capitato di sedermi accanto a una signora con figlio attempato al seguito... ovviamente scapolo, ovviamente vestito male, ovviamente comandabile a bacchetta; per tutto il viaggio ho pensato che il potere delle madri è immenso, sia durante la gravidanza, ma (e soprattutto!) dopo! E' un potere spaventoso, per quanto affascinante: quello di decidere della vita di un'altra persona! Prendiamo come esempio la signora + figlio di cui sopra.. la signora, molto magra, era vestita da "timorata di Dio" con camicia bianca abbottonata sino al penultimo bottone, quello del collo, un tailleur grigio-topo con gonna di molto al di sotto delle ginocchia e giacca dal taglio rigorosamente dritto, i capelli, grigi, raccolti a chignon e occhiali tondi e dorati. Sicuramente una persona rigida nei modi, quanto nel vestire. Il figlio attempato, anch'egli magro, era, invece, vestito con dei pantaloni beige fin troppo larghi, una maglietta che definirei della categoria delle polo, di dubbio gusto, a righe colorate con del blu, del giallo (non discuto l'abbinamento cromatico) e una giacca, della stessa stoffa del tailleur materno, di circa 4 taglie in più (praticamente le maniche arrivavano alle ginocchia), un pò come si vestivano un tempo i giovincelli: taglie in più per non dover buttare i vestiti dopo la crescita. Sicuramente una persona insicura nascosta tra l'abbondanza di stoffa. Penso che questa accoppiata madre-figlio sia da manuale e che le illustrazioni siano di poco dissimili da queste persone fortuitamente incontrate stamane! (Terry chiedo conferma a te, oh tu psicologa!)
Pensate al figlio attempato, un giorno sarà nato da tale madre.. un bimbo come tutti, ma con destino scelto da cotanta madre! Come il destino di tutti: noi siamo quello che nostra madre ci ha "lasciato" essere..è spaventoso! Addio al libero arbitrio, alla lucida volontà di scegliersi un cammino... certo, a noi le scelte riguardanti il tipo di facoltà, o se restare oppure no nella casa dei propri genitori, a noi la consapevolezza di far parte o no della categoria "mammoni", ma niente di più! Perciò, se, quando nasci, ti va bene tua madre aderirà al movimento "sono solo la custode per nove mesi di una vita che NON mi appartiene", altrimenti la tua vita non sarà del tutto tua: crescerai formandoti e preparandoti a una vita di dipendenza materna, sia che tua madre decida per te, sia che ti mortifichi ogni secondo rendendoti fragile e insicuro.
Lascia sconvolti.."Con il termine autoritarismo si indica l'atteggiamento di chi esercità un'autorita eccedendo nel suo comportamento." formicolii al cervelloIl treno passa e io non riesco a prenderlo...medito sulla mia situazione, ma non riesco a capire come uscirne indenne! 21 mai pipperoMah..poco fa leggevo di aggravanti per i reati commessi dai clandestini. Non sono una santa, nel senso che, da quando vivo a Roma, tendo a fidarmi poco degli zingari per strada, solo che mi sembra inutile aumentare le pene..il problema è che non si fa rispettare la giustizia, il carcere ci sarebbe anche è che se la gente non ci viene sbattuta dentro..!!!! Non spaventano le intenzioni!
Insomma, un furto è un furto...non è che se in casa mia ci rapina un italiano mi rode meno! Anche perchè noi italiani ne avremmo di emigrati da farci perdonare!
Nubi lievi sul nostro domani odierno.
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